n una intervista pubblicata su collettiva.it, Anna Bilato, della presidenza dell'Inca nazionale, fa chiarezza sulle modalità di applicazione della norma che assegna il diritto al bonus di 200 euro a lavoratori e pensionati invitando tutti a rivolgersi alle sedi territoriali dell'Inca per verificare i requisiti di accesso e presentare correttamente la domanda all'Inps per quanti sono tenuti a farlo.
La premessa è che il riconoscimento del sussidio spetta soltanto a chi ha avuto nel corso del 2021 un reddito individuale pari o inferiore a 35 mila euro, fatto salvo per i percettori di Naspi e Dis-Coll, i percettori di Disoccupazione Agricola, i beneficiari di Indennità Covid 2021, i lavoratori autonomi privi di partita Iva e gli incaricati alle vendite a domicilio.
Ci sono categorie per le quali l’erogazione del bonus sarà automatica?
“Sì, ci sono categorie di persone che non dovranno fare nulla. L’articolo 32 del Decreto-legge 50 del 2022, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 17 maggio scorso, prevede il pagamento automatico dell'una tantum da parte dell’Inps ai pensionati, ai percettori del reddito di cittadinanza e a tutte quelle categorie per le quali l'Istituto è già in grado di verificare il possesso dei requisiti previsti. I pensionati che ne hanno diritto lo riceveranno con l’assegno del primo luglio”.
E per quanto riguarda i lavoratori dipendenti?
“In questo caso quelli in possesso del requisito reddituale dovranno dichiarare in autocertificazione al datore di lavoro che non sono titolari di trattamento pensionistici e non hanno beneficiato delle indennità citate nell’articolo 32 del Dl 50/2022. Il bonus viene erogato nella busta paga del mese di luglio”.
Quali altre categorie lo riceveranno?
“Sarà erogato anche a chi è titolare di prestazioni di natura assistenziale. Per citare il testo dell’articolo 32 del Dl 50/2022, mi riferisco a titolari di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione come ad esempio l’Ape Sociale, con decorrenza entro il 30 giugno 2022 e reddito personale assoggettabile a IRPEF, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, non superiore per l'anno 2021 a 35.000 euro”.
E i percettori di reddito di cittadinanza?
“Chi riceve il reddito di cittadinanza avrà diritto ai 200 euro, a meno che il nucleo familiare non comprenda un lavoratore dipendente o un componente che beneficia di trattamenti citati nell’articolo 32 del Decreto Legge. Il bonus spetterà anche a chi percepisce la Naspi o la Dis-Coll al mese di giugno 2022 e ai titolari di disoccupazione agricola in relazione alle domande fatte nel 2022 che si riferiscono al periodo non lavorato nel 2021. Da una comunicazione informale che abbiamo ricevuto dall’Inps e che presto verrà resa pubblica in una circolare, ai percettori di Naspi e Dis-Coll l’una tantum non verrà erogata a luglio, ma a settembre. A chi è in disoccupazione agricola invece i 200 euro verranno messi in pagamento a dicembre”.
Chi resta?
“Nella categoria di coloro che devono solo aspettare l’erogazione dell’assegno ci sono quelli che hanno beneficiato nel 2021 dell’indennità Covid. Anche loro non dovranno presentare alcuna domanda e riceveranno il sussidio a settembre”.
Chi si deve attivare? Chi deve fare domanda?
Tra le categorie che invece sono tenute a inoltrare formale richiesta all'Inps, come si può leggere anche sul sito www.inca.it, figurano:
- i lavoratori domestici che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro alla data di entrata in vigore del decreto (18 maggio 2022);
- i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i cui contratti sono attivi alla data di entrata in vigore del decreto e iscritti alla Gestione separata che hanno reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l'anno 2021;
- i lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti che nel 2021 abbiano svolto la prestazione per almeno 50 giornate e un reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l'anno 2021;
- i lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che nel 2021 abbiano almeno 50 contributi giornalieri versati e un reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per l'anno 2021;
- i lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che, nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali (articolo 2222 del codice civile). Per tali contratti deve risultare per il 2021 l'accredito di almeno un contributo mensile, e i lavoratori devono essere già iscritti, alla data di entrata in vigore del decreto, alla Gestione separata;
- gli incaricati alle vendite a domicilio con reddito nell'anno 2021 derivante dalle medesime attività superiore a 5.000 euro e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla data di entrata in vigore del decreto alla Gestione separata.
Queste categorie di lavoratori per non rischiare di fare errori devono rivolgersi all’Inca. Il nostro appello è rivolto a tutte e a tutti, in particolar modo alle lavoratrici e ai lavoratori domestici, quasi sono tutte donne straniere in età avanzata. Avendo iniziato a raccogliere queste pratiche, infatti, abbiamo trovato moltissimi casi di lavoratrici che sono in possesso dei requisiti per la pensione e per molte di loro alla fine, oltre a richiedere il bonus di 200 euro, abbiamo compilato la domanda per il pensionamento. E questo lo dobbiamo soprattutto alla professionalità e all’impegno dei nostri operatori negli uffici Inca e nelle Camere del Lavoro di tutta Italia. Il prerequisito è che la richiedente deve avere in essere un rapporto di lavoro regolare almeno al 18 maggio scorso”.
Duecento euro, come dimostrano le decine di migliaia di domande che avete già raccolto, sono pur sempre un aiuto. Ma cosa pensi, in generale, di questa misura?
“È una misura del tutto insufficiente. Soprattutto se la confrontiamo con la situazione di crisi che stanno vivendo lavoratori e pensionati. Come ha detto anche sabato in piazza del Popolo il nostro segretario generale, Maurizio Landini, ci vuole una riforma complessiva del sistema fiscale che riduca il peso su lavoratori e pensionati e lo sposti su rendite e profitti. 200 euro sono un contributo che nessuno sottovaluta, anzi, ma non risolvono assolutamente i problemi”.
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L'Inps ha pubblicato la circolare n. 73 del 24 giugno 2022 per il pagamento del contributo una tantum di 200 euro disposto dal “Decreto Aiuti” (decreto-legge n. 50 del 17 maggio 2022). La misura riguarda un’ampia platea di cittadini. Potranno ricevere il contributo i lavoratori dipendenti, del pubblico e del privato, titolari di uno o più rapporti di lavoro, ai quali spetti, dal 1° gennaio 2022 fino al giorno precedente la pubblicazione della circolare, il diritto all’esonero contributivo dello 0,8%.
Il datore riconoscerà in modo automatico il sostegno, previa acquisizione di una dichiarazione da parte del lavoratore di non essere titolare di trattamenti pensionistici, a carico di qualsiasi forma previdenziale, di trattamenti di accompagnamento alla pensione e di Reddito di Cittadinanza. Su questo punto è stato emanato il messaggio Hermes n. 2559 del 24 giugno 2022 (vedi messaggio 2559).
Ove il lavoratore sia titolare di più rapporti di lavoro part-time, dovrà presentare la dichiarazione al solo datore che provvederà al pagamento dell’indennità. Il bonus sarà liquidato anche laddove la retribuzione del mese risulti azzerata in virtù di eventi tutelati (CIGO/CIGS, FIS o Fondi di solidarietà, CISOA, congedi).
L’autodichiarazione non è necessaria per i dipendenti pubblici i cui servizi di pagamento delle retribuzioni del personale siano gestiti dal sistema informatico del MEF. Beneficeranno d’ufficio della misura, con la mensilità di luglio 2022, anche i residenti in Italia alla data del 1° luglio che risultino titolari di pensione, a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché i titolari di trattamenti di accompagnamento alla pensione; al fine di accedere all’indennità i suddetti trattamenti devono avere decorrenza entro il 30 giugno 2022 e il reddito personale IRPEF – al netto dei contributi previdenziali e assistenziali – non deve essere superiore, per l'anno 2021, a 35.000 euro.
Quanti vedono il proprio assegno ordinario di invalidità in scadenza al 30 giugno saranno ricompresi tra i destinatari del beneficio, qualora il trattamento sia confermato senza soluzione di continuità. Nel caso di soggetti contitolari di pensione ai superstiti, la prestazione è corrisposta a ciascun contitolare in misura intera, con verifica reddituale personale. Tra i beneficiari del provvedimento anche quanti, nel mese di giugno, risultino titolari di NASpI e DIS-COLL, i beneficiari di disoccupazione agricola per il 2022 (di competenza 2021) e i beneficiari dell’indennità Covid-19 varata dai decreti Sostegni e Sostegni bis. Gli appartenenti a queste categorie non dovranno presentare alcuna domanda: il beneficio sarà erogato direttamente da Inps.
L'Inps ricorda che dovranno, invece, presentare domanda all’Istituto i lavoratori:
- titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, con un contratto attivo alla data del 18 maggio 2022 e reddito derivante dai suddetti rapporti non superiore a 35.000 euro per il 2021. stagionali, a tempo determinato e intermittenti con 50 giornate di lavoro effettivo nel 2021, da cui deriva un reddito non superiore a 35.000 euro.
- Nella platea dei destinatari sono ricompresi anche i lavoratori a tempo determinato del settore agricolo;
- iscritti al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo con 50 contributi giornalieri nel 2021, da cui deriva un reddito non superiore a 35.000 euro;
- autonomi occasionali privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, già titolari nel 2021 di contratti disciplinati dall’art.2222 del Codice civile, iscritti alla Gestione Separata alla data del 18 maggio 2022, che abbiano versato almeno un contributo mensile nel corso del 2021;
- incaricati di vendite a domicilio, iscritti alla Gestione Separata alla data del 18 maggio 2022, che possano far valere per il 2021 un reddito superiore a 5.000 euro derivante da tale attività. Per queste categorie il termine di presentazione delle domande è fissato al 31.10.2022.
Il beneficio è riconosciuto anche ai lavoratori domestici assicurati presso la Gestione dei lavoratori domestici dell’INPS, appartenenti alle categorie individuate dal vigente CCNL che prevede le funzioni prevalenti dei collaboratori familiari e degli assistenti alla persona non autosufficiente. Questi devono avere almeno un rapporto attivo alla data del 18 maggio 2022, un reddito 2021 non superiore a 35.000 euro e non devono essere titolari – al momento della presentazione della domanda – di altra attività di lavoro dipendente o di pensione. I contratti considerati saranno tutti quelli già in essere, o la cui instaurazione non sia stata respinta, alla data di entrata in vigore del Decreto (18.05.2022).
Con riferimento ai soli lavoratori domestici, le istanze potranno essere trasmesse entro il 30.09.2022. La misura sarà infine liquidata anche ai nuclei beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Per questi ultimi si provvederà a stanziare la somma maggiorando la rata di luglio, qualora i membri del nucleo non abbiano già beneficiato dello stesso contributo in quanto appartenenti alle altre categorie destinatarie del bonus.
Il calendario dei pagamenti, pertanto, è il seguente:
A luglio 2022 sarà liquidata la prestazione ai lavoratori dipendenti, ai nuclei beneficiari di Rdc, ai domestici, ai titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione.
A ottobre 2022 la stessa verrà erogata ai titolari di NASpI, DIS-COLL, alla platea dei beneficiari di disoccupazione agricola 2021 e dei già beneficiari delle ex Indennità Covid 2021 e ai lavoratori appartenenti alle categorie chiamate a presentare domanda.

