Una sentenza che restituisce dignità a chi, per anni, ha convissuto con un'ingiustizia senza avere gli strumenti per farla valere.
La Corte costituzionale ha riconosciuto il diritto alla pensione di reversibilità anche a chi aveva sposato all'estero una persona dello stesso sesso, nei casi in cui il decesso del partner sia avvenuto prima del 2016, quando in Italia le unioni civili non erano ancora state introdotte. Una decisione che apre finalmente una strada concreta a chi si era visto negare questo diritto, anche a fronte di domande già respinte in passato. In questo percorso, l'assistenza qualificata rappresenta un elemento decisivo: sapere come muoversi, quali documenti presentare e a chi rivolgersi può fare la differenza tra un diritto riconosciuto sulla carta e un diritto effettivamente esercitato. Per questo chi si riconosce in questa situazione può contare sul supporto dei patronati Inca Cgil presenti sul territorio.
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