A distanza di quasi 35 anni dalla messa al bando dell'amianto in Italia, un lavoratore portuale di Ancona è morto dopo una lunga malattia legata all'esposizione a questo materiale durante l'attività lavorativa. Nelle scorse settimane è stato raggiunto un accordo transattivo che riconosce alla sua famiglia oltre 300mila euro, dopo il complesso percorso di riconoscimento della malattia professionale seguito dal Patronato Inca Cgil di Falconara Marittima e Chiaravalle. Un risultato che non restituisce ciò che è stato perso, ma rappresenta un passo importante per i diritti del lavoratore e dei suoi familiari.

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